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Alcuni risultati del PSR Sicilia 2014-2022

ll Programma di Sviluppo Rurale (PSR) Sicilia 2014-2022 è lo strumento di finanziamento e di attuazione del Fondo Europeo Agricolo di Sviluppo Rurale (FEASR) dell’Isola, che ha visto assegnato alla Sicilia l’importo complessivo di 2.912.020.705 euro.

Il programma si fonda su tre obiettivi strategici di lungo periodo: competitività del settore agricolo, gestione sostenibile delle risorse naturali e sviluppo equilibrato dei territori rurali.

Per il perseguimento degli obiettivi sono stati emanati numerosi bandi e avvisi a sostegno delle aziende agricole e agroalimentari siciliane.

650 NUOVI GIOVANI IMPRENDITORI

La Sicilia detiene il primato nazionale di imprese agricole gestite da giovani sotto i 35 anni con un totale di 6.735 imprese. Sul bando dell’attuale programmazione relativo al “pacchetto giovani” sono state presentate circa 5mila domande e ne sono state finanziate 1.650. Circa il 40% dei nuovi giovani agricoltori sono donne.

La misura 6.1 “pacchetto giovani” prevedeva un premio una tantum di insediamento di 40mila euro per ciascun giovane agricoltore che avviava una nuova impresa agricola e presentava un progetto innovativo di investimento per il miglioramento e/o la diversificazione delle attività aziendali.

I nuovi agricoltori si sono insediati su aziende precedentemente condotte da imprenditori di età media di circa 61 anni, realizzando un forte e concreto ricambio generazionale nelle aziende agricole siciliane. 

Inoltre per circa il 70% dei giovani l’intervento ha rappresentato un’importante opportunità occupazionale.

OLTRE 330.000 ETTARI DI AGRICOLTURA BIOLOGICA CON 12.000 AZIENDE

La Sicilia si conferma la prima regione per Superficie Agricola Utilizzabile (SAU) biologica in Italia; la superfice coltivata a biologico arriva infatti a circa 354mila ha, pari al 26% della SAU regionale. 

Le principali colture beneficiarie della misura del PSR SICILIA 2014 – 2022 sono pascoli e foraggere, che si concentrano in aree ad alta valenza naturale. 

Si è registrato nelle aree sottoposte ad impegno biologico:

– una riduzione dei fertilizzanti di sintesi (-30% per gli azotati e  -35% per i fosfatici);

–  una riduzione nell’uso degli erbicidi (si stima un risparmio di oltre 900mila litri di Glifosate);

– un rallentamento della perdita di suolo per erosione idrica (2,84 ton/ha/anno);

– un aumento del contenuto di carbonio organico nel terreno (+1,59%);

– una riduzione complessiva delle emissioni di CO2 e N2O;

– una riduzione annuale di circa mille t di NH3 dovuta alla riduzione dei capi allevati.

PIU’ DI 770 AGRITURISMI

Negli ultimi trent’anni, la grande attrazione esercitata dal mondo della campagna ha portato allo sviluppo dell’agriturismo che ha la peculiarità di poter essere praticato solo in aziende agricole: sono gli agricoltori, infatti, a svolgere un ruolo determinante nell’organizzazione di tale forma turistica. Lontana dai rumori tipici del paesaggio urbano, la struttura agrituristica è il posto ideale per stare a contatto con la natura ed immergersi nel paesaggio rurale, e risulta utile per la sopravvivenza dell’agricoltura tradizionale, in quanto fonte di integrazione al reddito, e per la rivalutazione e la tutela di numerosi fabbricati rurali storici e di pregio.

Alcuni agriturismi rivolgono la loro attenzione al mondo del benessere, altri danno maggior rilievo alle attività per i bambini e le famiglie, altri ancora si focalizzano sull’ambiente e sulla conservazione della storia e della cultura locale. 

Il successo degli agriturismi fa prevedere un ulteriore aumento della domanda agrituristica, che richiederà l’ampliamento della gamma delle esperienze fruibili nel corso della vacanza, l’offerta di prodotti che esprimono l’identità dei territori e maggiore attenzione alla sostenibilità ambientale attraverso opzioni più green.

90 AZIENDE E FATTORIE DIDATTICHE

Il PSR Sicilia 2014 – 2022 ha visto nascere 67 nuove aziende didattiche e 23 fattorie didattiche. 

Le iniziative progettuali presentate per queste attività hanno introdotto diverse innovazioni, aumentando le tipologie dei servizi per il cliente e adottando l’uso di nuove tecnologie ed energie da fonti rinnovabili. Con un’altra misura del PSR Sicilia si raggiungeranno anche le strutture più isolate con la connessione alla Banda Ultra Larga.

Le Aziende e le Fattorie Didattiche accolgono le scuole e le famiglie e si propongono come momento di crescita e apprendimento sull’ambiente agricolo, sull’origine dei prodotti alimentari, sulla vita degli animali e, più in generale, su temi ambientali.

Trascorrere una giornata in campagna è un’esperienza capace di suscitare forti emozioni e, al tempo stesso, di sviluppare quella conoscenza necessaria per un maggior rispetto per l’ambiente e per le risorse del territorio attraverso visite guidate, racconti di storie, brevi lezioni teoriche, laboratori, riscoperta di giochi all’aperto, conoscenza di piante ed animali.

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Giovani Agricoltori 10&lode

GIOVANI UNDER 35 E AGRICOLTURA IN SICILIA

La Sicilia ha il primato nazionale dei giovani agricoltori under 35 con 6735 imprese

In provincia di Palermo, tra le colline della Valle del Belìce, c’è Contessa Entellina, un paesino i cui abitanti si definiscono arbëreshë ovvero italo-albanesi. Una tra le minoranze etno-linguistiche più antiche d’Italia, nata a metà del XV secolo quando gli albanesi abbandonarono la propria patria a causa dell’avanzata dell’Impero turco-ottomano. Sin da allora le varie popolazioni si sono integrate formandone una sola. 

In questo caratteristico contesto sociale sorge l’azienda agricola le Prelibatezze del Feudo Pollichino, azienda zootecnica e casearia dei fratelli Giuseppe e Carolina Lala.

Grazie ai finanziamenti del Programma di Sviluppo Rurale, i due giovani imprenditori gestiscono oggi al meglio l’azienda di famiglia, aprendo le porte all’innovazione. Già i nonni possedevano terreni a seminativo, foraggere e pascolo e si dedicavano all’allevamento di bovini e di ovini per la produzione e la vendita di latte.  

Con la costruzione dello stabilimento di trasformazione del latte l’impostazione dell’azienda è cambiata, come anche la squadra: Giovanni Lala, la moglie Maria Stefania Pollichino e i loro quattro figli. Gli attuali gestori del Feudo sono i giovani Giuseppe e Carolina, che si occupano rispettivamente di caseificazione e amministrazione aziendale. Lui, 30 anni, diplomato in agraria, è anche mastro casaro; lei, 32 anni, invece è laureata in Scienze Economiche e Finanziarie. Lavorano in azienda anche le due sorelle più piccole: Nicoletta, 24 anni, che sta per laurearsi in Scienze Agrarie e Rosa, 26 anni, con diploma alberghiero, che si occupano del Marketing.

In azienda vengono allevate oggi circa 800 pecore di razza di Valle del Belìce, una razza da latte di taglia media, di colore bianco, che nel feudo di circa 250 ettari pascolano libere tutto l’anno.

L’azienda ha ottenuto la certificazione biologica e grazie alla qualità e alla maestria artigianale si è distinta entrando nel Consorzio del Pecorino Siciliano DOP, il più antico di Europa, e collabora con Slow Food per il presidio Vastedda della Valle del Belice DOP.

I prodotti di punta del Feudo sono:

la Vastedda del Belìce, presidio Slow Food, unico formaggio DOP a pasta filata realizzato da latte ovino, prodotto unicamente nella Valle del Belìce a lavorazione rigorosamente artigianale. La “filatura” si realizza in un apposito piatto in ceramica chiamato in dialetto Vastedda da cui il formaggio prende il nome;

il Pecorino Siciliano, premiato più volte al Trinacria d’oro come miglior Pecorino, l’unico nel Consorzio realizzato da latte biologico. Anche in questo caso la lavorazione è artigianale e segue i dettami della tradizione.

AllevaBio nasce a Vizzini (Catania) tra i colli dei monti Iblei, presso le sorgenti del fiume Dirillo. È un’azienda agricola etica e sostenibile che produce prodotti biologici di alta qualità, valorizzando e mantenendo le razze antiche siciliane, interamente gestita a conduzione familiare da Giuseppe Grasso e sua moglie Romina, veterinaria.

La loro storia si tramanda da tempi lontani, attraverso l’allevamento di bestiame in estesi pascoli. Nel tempo hanno selezionato i bovini, al fine di ottenere animali sani e forti che siano in grado di vivere liberi per tutta la loro vita. Allevano vacche modicane e siciliane, suini neri, galline siciliane e cavalli orientali. 

Allevano principalmente vacche siciliane allo stato brado e a ogni fattrice danno un nome in base al carattere, al temperamento o al colore; in allevamento si effettua esclusivamente monta naturale e nessun soggetto viene privato delle proprie corna. Gli animali, vivendo liberi su grandi estensioni di pascolo, formano gruppi familiari. Lo stile di allevamento è di tipo tradizionale nel quale i vitelli vivono al fianco della madre per almeno 9 mesi. Nei loro pascoli vivono anche dei cavalli in libertà e sotto casa le galline siciliane.

AllevaBio completa la filiera dal seme al frutto. Non solo allevatori, dunque, Giuseppe e Romina producono anche prodotti autentici ma in quantità ridotte, al fine di ottenere un’ottima qualità. I terreni utilizzati sono interamente in produzione biologica certificata. Negli anni hanno usufruito dei finanziamenti del Programma di Sviluppo Rurale Sicilia destinati al biologico (Misura 11) e alla trasformazione dei seminativi in prati permanenti (Sottomisura 10.1c). Praticano un’agricoltura sostenibile basata sulla coltivazione dei foraggi e dei grani antichi (Tripolino, Mayorca, Russello e Romano). 

In azienda si organizzano inoltre delle visite esperienziali con l’obiettivo di suscitare negli ospiti curiosità e interesse. L’esperienza si svolge all’interno della fattoria, per piccoli gruppi di persone che hanno il desiderio di immergersi nell’autenticità della natura. Giuseppe e Romina, in quest’ottica, hanno anche avviato un processo di internazionalizzazione dell’azienda, creando un progetto di work away grazie al quale i giovani hanno la possibilità di fare un periodo di lavoro presso la fattoria in maniera collaborativa, utile per uno scambio di esperienze e conoscenze.

Nata da appena due anni nel cuore della Sicilia, a Marianopoli (Caltanissetta), Arkania è una giovane azienda dedita alle coltivazioni di piante officinali grazie all’impegno del suo fondatore, Luigi Baldi. Un nome, Arkania, composto da due termini: “Arcaico”, ovvero antico, e “Sikania”, così veniva chiamata la Sicilia in epoche passate. Tra i principi fondamentali dell’azienda, l’amore per la terra di appartenenza, la salvaguardia di questo contesto ambientale e paesaggistico incontaminato, così come la sua valorizzazione e rivalutazione.

Arkania promuove inoltre il concetto di un’agricoltura sostenibile, ovvero rispettosa delle risorse naturali come l’acqua, la fertilità del suolo e la biodiversità; il tutto senza l’utilizzo di sostanze chimiche. 

La coltura prevalente è uno tra gli aromi più pregiati al mondo, lo zafferano, il cui fiore cresce anche in forma spontanea e selvatica soprattutto nelle zone centrali dell’Isola. L’obiettivo di sviluppo territoriale di Luigi è affidato a un team dallo spirito giovane ma che si fonda su antichi metodi di lavorazione rigorosamente manuali.

La raccolta avviene in maniera meticolosa, avendo attenzione di preservare gli stigmi dal sole, che altrimenti danneggerebbe la qualità del prodotto.

La cura nella produzione e l’assenza di prodotti chimici nella coltura fanno si che la spezia sia di ottima qualità, ottenendo un prodotto finale certificato ed etichettato secondo standard normativi. 

L’incontro tra lo zafferano Arkania e i sapori e le ricchezze del territorio ha portato Luigi a sperimentare la produzione e commercializzazione anche di particolari condimenti, confetture, vari tipi di pesti e una vellutata.

Un luogo fuori dal tempo, un salto nella Sicilia di fine ‘800 in una tenuta appartenuta fino al 1820 alle monache benedettine di Adrano. Un luogo dove ogni essenza racconta la sua storia, in un casolare con antico palmento del ‘600 adibito a sala degustazione dei prodotti, un’accoglienza intima e familiare, riservata agli avventori dai fratelli Rosario, Emma & Francesca, (queste ultime sorelle gemelle, le cùcchie, nel dialetto locale), all’interno de La Casa di Cocò, dal cui terrazzo si gode di un panorama di terra senza confine.

L’azienda “Podere Dell’Etna Segreta”, nata solo un paio di anni fa, vuole dare vita a un progetto, finanziato con l’ats Mons Gìbel e con interventi del Programma di Sviluppo Rurale attraverso le misure 6.1 e 4.4.c, che consentirà alla struttura, oltre a essere una plurivalente azienda agricola, anche di realizzare interventi naturalistici di pregio a tutela della biodiversità e con punti di birdwatching, di didattica, di sentieri natura, puntando alla valorizzazione dell’intero territorio del versante sud ovest dell’Etna. È già attivo il ristorante rurale “La Casa di Cocò” e a breve disporrà anche di strutture per l’agricampeggio.

L’azienda si trova nel cuore dei vigneti di Biancavilla a 18 minuti da Catania, 25 minuti dall’aeroporto, 45 minuti da Taormina, 25 minuti dalla funivia dell’Etna Rifugio Sapienza, a 10 minuti da Bronte, città del pistacchio DOP. Il Podere si trova allo stesso tempo “in un luogo segreto ove neanche il tempo è riuscito a scovarci”. 

Premiati con diversi riconoscimenti internazionali, i vini “Le Cùcchie” e le “Cùcchie Oro” nascono da vitigni lavorati eroicamente a mano e diserbati con decespugliamento meccanico. La raccolta delle uve avviene nella seconda metà di ottobre, dopo un periodo di appassimento in pianta. La fermentazione avviene in acciaio sulle bucce, a temperatura controllata. 

Di notevole pregio “Il Maggiore”, olio evo da olive in prevalenza nocellara etnea, raccolte e molite in giornata, tra la fine di settembre e gli inizi di ottobre. 

A breve l’innovativa linea di marmellate “Shefrà”, fatte manualmente secondo tradizione ma con un processo di lavorazione ed un mix di frutti e di erbe di propria produzione, che la creatrice Francesca, custodisce gelosamente per sé.

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Agricoltura Sostenibile

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L’agricoltura sostenibile è un’agricoltura che rispetta le risorse naturali, preservandole per le generazioni future: riduce al minimo l’utilizzo di fattori produttivi (acqua, fertilizzanti, fitofarmaci), non utilizza sostanze inquinanti, non altera l’equilibrio ambientale. Oggi la maggiore consapevolezza da parte di consumatori, aziende e governi sta spingendo verso l’agricoltura sostenibile. 

In passato, allo scopo di massimizzare le produzioni, l’agricoltura ha modificato il territorio e l’ambiente senza curarsi degli effetti negativi. In particolare, l’industrializzazione ha rivoluzionato il mondo agricolo, con modelli di agricoltura intensiva ad alta produttività che hanno una grossa responsabilità sull’attuale degrado ambientale e sui cambiamenti climatici con cui oggi ci troviamo a fare i conti. Per incrementare la produzione e coltivare anche in suoli poco adatti è stato fatto largo impiego di fertilizzanti e pesticidi, con danni significativi per l’ambiente e la salute.

Tra gli obiettivi della sostenibilità in agricoltura, oltre al contrasto dei cambiamenti climatici, c’è  quello di garantire l’approvvigionamento alimentare della popolazione globale, puntando sull’equità sociale e l’accessibilità per tutti a prodotti di qualità.

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La strategia Farm to Fork (dal Produttore al Consumatore) è il piano decennale messo a punto dalla Commissione Europea per guidare la transizione verso un sistema alimentare equo, sano e rispettoso dell’ambiente, rendendo i sistemi alimentari più sostenibili. Il fine è quello di rispondere all’esigenza del consumatore di conoscere la provenienza dei prodotti e scegliere alimenti sostenibili.

Tra gli obiettivi del Programma di Sviluppo Rurale Sicilia vi è la valorizzazione delle produzioni agroalimentari siciliane, in particolare dei prodotti con valore ambientale (BIO), territoriale (DOP, DOC, IGP), culturale-antropologico, differenziando e caratterizzando le produzioni in termini di qualità e di legami con la zona di produzione. 

E’ necessario inoltre tutelare la salute dei consumatori con il contrasto alla contraffazione, alla sofisticazione alimentare e all’agro-pirateria, salvaguardando le produzioni agricole siciliane; grazie al marchio QS (Qualità Sicura) la Sicilia garantisce la tracciabilità del prodotto a maggior tutela dei consumatori, con particolare riguardo alla salubrità delle produzioni agricole e alimentari, alla salute delle piante e degli animali e alla protezione dell’ambiente.

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La presenza di coltivazioni protegge il suolo dall’erosione e in particolare in Sicilia, caratterizzata da un clima caldo-arido, salvaguarda il territorio dalla desertificazione.

Le attività produttive e di trasformazione nelle aree marginali e interne della Sicilia stanno subendo il progressivo abbandono da parte degli agricoltori, con ripercussioni economiche, ambientali e sociali. Proprio in queste zone è necessario incentivare la permanenza sul territorio di un’agricoltura estensiva e sostenibile che, nel rispetto dell’ambiente, garantisca l’approvvigionamento alimentare; una emergenza aggravata dal conflitto in atto tra la Russia e l’Ucraina. 

Quello che finora è stato un limite per la nostra terra, ovvero l’esistenza di aree estensive a basso rendimento che non hanno ricevuto incentivi e sostegno, può oggi diventare un’opportunità per dare risposta immediata agli obiettivi ambientali e sociali dell’Unione Europea, ripopolando e rimettendo a coltura le aree interne abbandonate.

Queste zone, dove gli ettari disponibili sono numerosi ma a basso rendimento, richiedono incentivi e premi alla produzione e alla trasformazione dei prodotti agricoli.

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Il diffondersi dell’agricoltura intensiva ha determinato l’affermarsi di poche varietà geneticamente uniformi che hanno sostituito quelle tradizionali provocando la diminuzione della variabilità genetica. In particolare, al fine di ottenere alcune caratteristiche produttive desiderabili, le nuove varietà generano un alto rischio di erosione genetica, cioè la perdita della diversità genetica presente nelle varietà tradizionali. La diffusione di individui molto simili tra di loro rappresenta un problema non solo di estinzione ma anche di vulnerabilità alle avversità biotiche e abiotiche. 

La biodiversità, cioè la varietà di organismi viventi presenti sul Pianeta e in equilibrio tra loro, è minacciata dall’inquinamento, dall’agricoltura intensiva, dal fuoco, dall’erosione del suolo, dal cambiamento climatico. Preservare un’ampia varietà di organismi assicura la naturale sostenibilità di tutte le forme di vita, un ecosistema in buona salute sopporta meglio un disturbo e reagisce efficacemente a una malattia o un’intemperie.

Conservare le varietà e le razze tradizionali è il primo passo per ripristinare la biodiversità dei nostri ecosistemi.

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La sostenibilità ambientale dell’agricoltura vede oggi l’utilizzo di tecnologie avanzate per un migliore impiego dei fattori produttivi. Per perseguire i nuovi obiettivi ambientali dell’Europa si sta diffondendo l’agricoltura di precisione, che utilizza strumenti informatici per ridurre al minimo l’uso di fertilizzanti e prodotti fitosanitari e riduce lo spreco di acqua, ottimizzando la produzione e personalizzando le tecniche agricole in base alle caratteristiche ambientali specifiche di ogni zona. Infine, l’agricoltura 4.0 sfrutta l’innovazione tecnologica per rendere l’agricoltura più efficiente ed eco-friendly, utilizzando moderne tecnologie per la pianificazione e la gestione dell’intera filiera.

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La Strategia Verde o Green Deal Europeo è un insieme di iniziative politiche proposte dalla Commissione Europea con l’obiettivo generale di raggiungere la “neutralità climatica” in Europa entro il 2050. L’intenzione è quella di rivedere ogni legge vigente in materia di clima e, inoltre, di introdurre nuove leggi sull’economia circolare, sulla ristrutturazione degli edifici, sulla biodiversità, sull’agricoltura e sull’innovazione. 

Gli agricoltori svolgono un ruolo fondamentale nella lotta contro i cambiamenti climatici, nella tutela dell’ambiente e nella salvaguardia dei paesaggi e della biodiversità.

Senza trascurare la strategia verde, va sostenuto con incentivi e premi il ruolo dell’agricoltore, che non abbandoni l’attività specialmente nelle aree marginali interne a basso rendimento. Pertanto, avranno la possibilità di dare un ulteriore contributo e di essere ricompensati se andranno oltre i requisiti obbligatori che impone l’Unione Europea.

La Politica Agricola Comune (PAC) prevede adesso degli impegni pressanti per gli agricoltori in favore della sostenibilità ambientale. Ne sono un esempio gli Eco-schemi: regimi volontari per il clima e l’ambiente che permetteranno agli agricoltori di ricevere un pagamento aggiuntivo al sostegno di base al reddito, o un pagamento compensativo dei costi supplementari sostenuti e del mancato guadagno.

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Bando Misura 14

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Bando Misura 13 – 2022

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PIF – Progetti Integrati di Filiera

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Bando Sottomisura 16.4/A

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Bando Sottomisura 3.2