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Tutela delle risorse genetiche, gli Agricoltori custodi in campo

Ogni territorio racchiude ricchezze uniche che ne caratterizzano una specifica biodiversità. Ogni varietà o razza locale deriva dall’adattamento alle condizioni pedoclimatiche ambientali di una specifica area. Inoltre, c’è uno stretto legame tra la risorsa locale e gli usi, le conoscenze, le consuetudini, le tradizioni della popolazione, mantenuto nel tempo con la coltivazione e l’allevamento. Ebbene, in questo scenrio il lavoro degli Agricoltori Custodi è fondamentale e costituisce un punto d’eccellenza nel territorio per la conservazione, la gestione e la divulgazione del materiale genetico autoctono.

Chi sono

Gli Agricoltori e Allevatori Custodi (AAC) sono soggetti pubblici o privati, in forma singola o associata, che si impegnano a conservare in situ/on farm le risorse genetiche locali a rischio di estinzione iscritte nell’Anagrafe nazionale della biodiversità di interesse agricolo e alimentare. Sono essenzialmente custodi di un processo evolutivo, legato ad un bene collettivo che è intriso di tecniche, usi e consuetudini, del quale sono titolari. Per conservazione in situ/on farm si intende la conservazione di popolazioni specifiche, vitali, nel loro ambiente naturale o, nel caso di specie addomesticate o coltivate, nell’ambiente in cui esse hanno sviluppato le loro caratteristiche distintive, a custodia anche della cultura delle popolazioni che le coltivano. Per essere riconosciuti come tali, gli AAC assumono anche determinati impegni ai sensi della legge 1° dicembre 2015, tra i quali quello di diffondere le tradizioni legate alle risorse genetiche, di attivare uno scambio reciproco con un centro di conservazione o una banca del germoplasma, di sottoporsi a controlli e verifiche. La stessa legge del 2015 istituisce la “Rete nazionale della biodiversità di interesse agricolo e alimentare”, composta da strutture regionali e nazionali di conservazione del germoplasma e dagli AAC stessi.

La strategia del PSR

Il Programma di Sviluppo Rurale Sicilia già dalla vecchia programmazione, con una dotazione finanziaria di € 7.670.333 per la Sottomisura 214/2 (“Sostegno alla conservazione delle risorse genetiche in agricoltura”) azione B (“Preservazione della biodiversità: campi realizzati da agricoltori custodi”), persegue l’obiettivo di valorizzare l’ambiente e lo spazio rurale promuovendo la conservazione della biodiversità, la tutela e la diffusione di sistemi ad alto valore naturalistico. L’Assessorato delle Risorse Agricole e Alimentari, con la collaborazione di una Commissione Tecnico-Scientifica individuata nell’ambito del progetto “Risorse genetiche vegetali in Sicilia”, ha predisposto un elenco che viene periodicamente aggiornato delle varietà di germoplasma vegetale.

Obiettivo della misura è stato il recupero e la salvaguardia di questo materiale genetico vegetale anche al fine di incentivare produzioni di eccellenza che non hanno trovato spazio in un comparto agricolo fortemente sorretto dalle logiche di globalizzazione. La sottomisura 214/2A, rivolta ad Enti e Istituti pubblici, è stata finalizzata all’individuazione, conservazione, raccolta, caratterizzazione e utilizzazione del materiale vegetale di varietà ed ecotipi locali di specie arboree da frutto, mentre l’azione B ha permesso la realizzazione di campi di conservazione da parte di agricoltori custodi.

Oltre 400 campi di conservazione del germoplasma di specie frutticole autoctone siciliane

PSR Sicilia 2014-2020 ha proseguito questo percorso: grazie alla Operazione 10.1.h è stato infatti finanziato il mantenimento di ben 25 campi realizzati con la vecchia programmazione, mentre con la Operazione 4.4.b si sono finanziati nuovi campi. La dotazione finanziaria per l’operazione 4.4.b è pari a 2.454.000,00 euro e prevede la realizzazione di oltre 400 campi di conservazione del germoplasma di specie frutticole autoctone siciliane, presenti nell’allegato A d.a. 11 del 18/01/2011:

– albicocco (prunus armeniaca l.): bianca precoce, damaschino grosso, gelato bianco, facci russa, pircucu regina, varcocu facciarotu, minnulicchia, nostrace, albicocca rapisarda, cricopa i taula, sciddataro e nasidi;

-pesco (Prunus persica L. Batsch): dolce, sbergio, s . venera, bianco precoce, giallone, montagnola bianca, tabacchiera ruccheddu, persica di vigna, sbergia, nettarina bianca rossa, tabacchera precoce, maiolino, spaccarella, pesca della fiumarella, sanguinello, tardiva di leonforte, tudia, gialla moavero, xirbi, striscia e imera;

– pero (pyrus communis l.): basiriccaru, butirra d’estate, garofalo, gentile bianco, ialofuro, iancuzza, maiolino, mastronatale, muscatello bianco, papale, settembrino, spinella, ucciardone, vergolese, zia mica, zucchero, coscia, pirazzolo, pirazzolo di s giovanni, pirazzolo estivo, pirazzolu tardivo, pirazzulu nicu russu, piriddru muscareddru, piru spino, zuccarino, piru facci russi, piru d’inverno, butirra, piru russu, pisciazzaru, puorcu, sanamalati, sangiuannarica, ucciardone, vasciddaru, puiru milinciana, piru macinella, margiazze e imperiale;

– melograno (punica granatum l.) primosole, dente di cavallo, noto, rosolini, valenti, violetto, pg-ct1 e pg-ct6;

-kaki (diospyros kaki thunb.): s. pietro grosso, piccolo, loto, vaniglia e farmacista honorati;

-agrumi (citrus spp.): cedro vozza vozza, pomo d’adamo cedrato, limone lunario, arancio amaro, arancio biondo comune, arancio dolce sanguigno, arancio dolce sanguinello, arancio dolce moro, arancio dolce vaniglia apireno, mandarino avana, limone cedrato piretto, limone cedrato spadafora, tardivo di ciaculli, tarocco dal muso, limone interdonato, femminello zagara bianca e femminello siracusano;

-nespolo (eriobotrya japonica lindll): nespola di gela, nespolino dolcissimo, nespola rossa o di trabia, nespolo piru, vaniglia, nespolone sanfilipparo, nespolone nostrale, nespolo giovanni s, nespulu ri ‘mzitu, zuccarina e nespolo marchetto;

-susino (prunus domestica l. e specie affini): pruno caleca, rapparino russo, pruna nucidda, marobolo, pruna i sceccu, pruna di s. antonino, santu vitu, prunu ciraseddu, occhi i voi, occhi di bue, papale, san pietpo, ranco’ nero, ranco’ bianco, sanacore, ariddu di core, pruno rosa, lazzarino, pantaleone, pruno di vruno, sanacore tardivo e rapparino;

-pistacchio (pistacia vera l.): cerasuola, bianca, tardiva di serradifalco, gloria e santangilisi (maschio);

-carrubo (ceratonia siliqua l.): latinissima, tantillo, pasta, ibla, racemosa e carrubo saccarata;

-ciliegio (prunus avium l. e specie affini): maiolina, donn’antoni, raffiuna, gabbaladri, minnulara, acqua vena, cappuccia, bianca, marana, ianchedda, cirasi moddi, duro, cirasa maiulina e ciliegio amarena.

-melo (malus communis l.): lappedda, iancheddi, gelato, malideci, gelato cola, lappuni, pumu sangiuvannaru, pumu saligno, melo d’inverno, pumiddu di salemi, puma lumancedola, puma precoce, pummu barrile, austina bianca, mirarecla, pumu patata, pumu russu di salemi, pummu russuliddi dolce, agostini, s.giovanni zuccareddu, rosso piccola, puma deppedoli, cirino, chiapputo, montagnisi e puma duro;

-fragola (fragaria spp.): fragola di maletto, fragolina di ribera, fragolina monte cedro e fragolina di maletto;

-fico (ficus carica l.): fica palamitani, i mennu, fica tavolinu, fico suttuni, buggisi, fica, i praci fco , fica catalanischi, mosica, bifarara, minna di vacca, carci cama’, zichecai, minni di sciava, ficattata, ficazzara bianca, bifarigna paulina, ghisotta, ficu natalina, fico tre volte, fico pitinisi, scavuzzi, dottato bianco, catinalisi nero, mulinciana verde, attato, messinese, mucciusa e rattarola;

vite da tavola (vitis vinifera l.): uva fragola, costarisa, piunastro bianco, piunastro nivuru, piunastro rosa, alivedda, zubbibbu, cunniola e cori i palumma;

–mandorlo (p. amygdalus l.): scummissa, pizzuta d’avola, fascionello, rapparino, giardinello, nivera, selvaggia, vinci a tutti, amara, mollese, fellamasa, buscemi, cavalera, cavalera di naro, don pitrino, nerone, fastuchina, mandorlo mollese e mandorlo romana;

–ficodindia (opuntia ficus indica l. mill): bianca, gialla, rossa, bianca trunzara, gialla trunzara e rossa trunzara.

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