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Sviluppo locale integrato e sostenibile, l’importanza dei Leader per i territori rurali

Lo sviluppo locale di tipo partecipativo denominato L.E.A.D.E.R. è lo strumento più importante e innovativo delle politiche comunitarie per lo sviluppo locale integrato e sostenibile dei territori rurali. L.E.A.D.E.R, acronimo di Liaison Entrée Actions de Development de là Economie Rural (collegamento tra le azioni di sviluppo dell’economia rurale), si basa sul cosiddetto approccio “bottom-up” (ovvero dal basso verso l’alto) e vede protagonisti i GAL (Gruppi di Azione Locale), costituiti da un partenariato di soggetti pubblici e privati, che hanno il compito di elaborare e realizzare a livello locale una strategia di sviluppo pilota, innovativa, multisettoriale e integrata (SSL –Strategia di Sviluppo Locale).

L’Atto Unico del 1986 e il documento “Il futuro del mondo rurale” (1988) hanno tracciato le linee di una nuova politica di sviluppo rurale decisamente ispirata ad una logica territoriale, con l’animazione sociale e un approccio integrato per il rafforzamento dei legami tra gli operatori e l’ambiente socioeconomico. In questo contesto di progressiva riforma delle politiche comunitarie, nel 1991 ha mosso i primi passi l’Iniziativa Comunitaria Leader, che nel corso degli anni ha ampliato la sua portata fino ad essere, nel periodo 2007-2013, inclusa nei Programmi di Sviluppo Rurale dell’Unione. Anche nella più recente fase di programmazione (2014-2020) al metodo Leader viene riconosciuto un ruolo strategico nel favorire la coesione territoriale e una crescita sostenibile, inclusiva e intelligente delle zone rurali, tanto che gli viene destinato almeno il 5% delle risorse di ogni Programma di Sviluppo Rurale di ogni Stato dell’Unione e di ogni Regione italiana, per un investimento complessivo di oltre 9.540 milioni di euro (dei quali 1.197 milioni in Italia)

L’approccio LEADER si basa sull’idea che esistano una molteplicità di modelli di sviluppo a livello locale, le cui specificità derivano dalle caratteristiche intrinseche del territorio, cioè tutte le componenti ambientali, economiche, sociali, culturali che ne hanno determinato nel tempo i processi e le modalità di sviluppo. Nell’ambito del LEADER, i fattori immateriali assumono un ruolo fondamentale, al pari delle risorse economiche e strutturali, nel favorire, orientare e consolidare le dinamiche di sviluppo integrate e sostenibili.

La Regolamentazione Comunitaria concettualmente e operativamente sviluppa questi elementi attorno a due ambiti delle realtà locali: il sistema delle risorse endogene (economiche, ambientali e sociali) e il sistema relazionale locale (popolazione, attori pubblici e privati). Il nuovo approccio che parte dal basso prevede la concreta e fattiva partecipazione delle comunità locali ai processi decisionali per la programmazione e gestione del sostegno pubblico, e la possibilità di fruire delle risorse e di trarne delle opportunità.

(Fonte: reterurale.it / LeaderConta, pubblicazione informativa periodica realizzata dal CREA – Centro Politiche e Bioeconomia nell’ambito del progetto ReteLEADER del “Programma Rete Rurale Nazionale”)

I Gruppi di Azione Locale (GAL) operano come soggetti intermedi rappresentativi degli interessi collettivi delle aree territoriali di competenza. Elaborano e realizzano i Piani di Azione Locale (PAL) in applicazione del principio di sussidiarietà e attraverso il decentramento nella gestione dei Fondi strutturali. Operano principalmente attraverso la Misura 19 del PSR.

Fonte: galscm.it

Il Leader in Sicilia

Le strategie di sviluppo locale si incentrano su uno o più ambiti tematici previsti dall’Accordo di Partenariato 2014/2020. I 23 GAL della Sicilia, nell’elaborare le proprie strategie, hanno scelto un massimo di 3 tra i seguenti ambiti tematici:

• sviluppo e innovazione delle filiere e dei sistemi produttivi locali

• sviluppo della filiera dell’energia rinnovabile

• turismo sostenibile

• cura e tutela del paesaggio, dell’uso del suolo e della biodiversità

• valorizzazione e gestione delle risorse ambientali e naturali

• valorizzazione di beni culturali e patrimonio artisti collegato al territorio

• accesso ai servizi pubblici essenziali

• inclusione sociale di specifici gruppi svantaggiati e/o marginali

• riqualificazione urbana con la creazione di servizi e spazi inclusivi per la comunità

• reti e comunità intelligenti

Nei LEADER i fattori immateriali assumono un ruolo fondamentale, al pari delle risorse economiche e strutturali

I Piani di Azione Locale sono stati avviati soltanto nell’estate 2019, con i primi bandi pubblici approvati dal Dipartimento e da AGEA. Ad oggi sono approvati circa 200 bandi, ed è in corso l’emanazione di decreti di concessione per circa 500 beneficiari. Si tratta di una dotazione finanziaria di oltre 90 milioni di euro che darà la possibilità ai territori rurali di attivare processi di crescita di natura socio-economica, in particolare nei settori del turismo, dell’agricoltura e dell’agroalimentare, anche in funzione delle nuove esigenze socioeconomiche dettate dall’avvento della pandemia. In quest’ottica è in corso di approvazione un progetto pilota che prevede, da un lato, l’acquisto dei prodotti da piccoli produttori non in grado di raggiungere autonomamente i grandi sistemi di distribuzione e la loro promozione presso la GDO; dall’altro, la consegna del prodotto non venduto al “Banco alimentare” attraverso un accordo con la Caritas di Palermo.

Il progetto dunque contribuisce a contrastare lo spreco alimentare, a valorizzare le produzioni Born in Sicily ed ad accorciare la filiera, dando risposte concrete agli agricoltori più deboli. Per l’immediato futuro, l’AdG ha rappresentato ai GAL la necessità di ricercare nel proprio ambito territoriale il “Valore Aggiunto Leader” attraverso una puntuale e dettagliata lettura aggiornata dei bisogni del territorio, proponendo progetti che mirino a dare un contributo di sviluppo socio-economico in maniera trasversale. In tal senso sono ritenuti aspetti chiave la tutela e la cura del paesaggio rurale, la manutenzione straordinaria delle infrastrutture (specie quelle viarie) e il sostegno ai Comuni in materia di progettazione per cogliere tempestivamente l’opportunità che il PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) metterà in atto nei prossimi mesi.

E infine, è in corso di pubblicazione il bando per la Sottomisura 19.3 “Cooperazione tra GAL” che permetterà il superamento dei limiti territoriali dei singoli GAL per la realizzazione di interventi di ampio respiro quali il rifacimento della segnaletica della Via Francigena e la valorizzazione dei siti archeologici (GEO PARK Rocca di Cerere e Area archeologica di Solunto).

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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