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Le pillole di AKIS
Sostenibilità e inclusività diventino leve di competitività

L’Italia è intenzionata a rafforzare il ruolo strategico del settore agricolo, alimentare e forestale nell’ambito del complesso sistema economico nazionale e nel contesto europeo e internazionale, partendo dai territori in cui si concentrano tali attività. È necessario, pertanto, che sostenibilità e inclusività diventino leve di competitività a livello settoriale e territoriale. Per fare ciò, occorre trasformare in valore:

le opportunità che possono derivare dalla transizione ecologica, sfruttando la bioeconomia, la digitalizzazione, l’economia circolare, la riduzione degli sprechi alimentari e l’agroecologia;

la progressiva riduzione della pressione esercitata dalle attività agro-forestali sul capitale naturale (acqua, aria, suolo, biodiversità), sul paesaggio e sul clima;

i servizi ecosistemici garantiti dalle attività agro-forestali, dalle filiere agro-alimentari e in generale dalle zone rurali;

la semplificazione e l’armonizzazione dei diversi schemi di produzione a basso impiego di input, da comunicare correttamente al consumatore finale.

Correlazione fra i 6 obiettivi della Strategia, gli Obiettivi Specifici della PAC 2023-2027 e gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030

È opportuno che le scelte nazionali di politica agricola, alimentare e forestale siano orientate e integrate tra loro, nonché siano capaci di interpretare in chiave innovativa, ecologica e inclusiva le principali necessità di sostegno che questa transizione richiede. Le sfide da perseguire devono quindi considerare la necessità di:

potenziare la competitività del sistema in ottica sostenibile, favorendo l’organizzazione delle filiere e rafforzando le connessioni fra produttori e consumatori, investendo sulla protezione dei redditi degli imprenditori agricoli e forestali e sull’integrazione dei settori verso un’economia realmente circolare, anche ampliando il perimetro operativo delle filiere a nuovi ambiti economici;
migliorare le performance climatiche e ambientali dei sistemi produttivi, assistendo gli operatori del settore verso una gestione sostenibile del capitale naturale, recuperando o salvaguardando i paesaggi agrari secondo un equilibrio ecologico e tutelando gli habitat naturali e gli agroecosistemi;
rafforzare la resilienza e la vitalità dei territori rurali, generando occasioni di nuova imprenditoria basate sul consolidamento del patrimonio naturale e sociale, creando le condizioni per migliorare l’attrattività e l’inclusività delle zone marginali;
promuovere il lavoro agricolo e forestale di qualità e tutelare i diritti dei lavoratori, fornendo gli strumenti per garantire l’equità nei contratti e la sicurezza sui posti di lavoro, creando le condizioni per l’emersione e la regolarizzazione del lavoro “nero”;
rafforzare la capacità di attivare scambi di conoscenza e innovazioni, accrescendo la consapevolezza collettiva e istituzionale sulle implicazioni legate alla sostenibilità dei sistemi agroalimentari e favorendo la partecipazione attiva degli operatori e dei cittadini;
efficientare il sistema di governance, rafforzare le strutture di gestione amministrative a livello nazionale e regionale, costruire un quadro regolamentare semplice e adeguato alle nuove sfide e alle nuove esigenze.

La Strategia intende, inoltre, contribuire in maniera decisa alla lotta alle perdite e agli sprechi alimentari puntando sull’ottimizzazione e razionalizzazione delle filiere, con un approccio al tema che si integri con gli obiettivi dell’economia circolare e della bioeconomia, prevedendo l’utilizzo di risorse biologiche rinnovabili prodotte e dei flussi di rifiuti in valore aggiunto (cibo, mangimi, prodotti bio-based e bio-carburanti).

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