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Braccio di ferro Governo-Sud
Riparto fondi Psr, anche l’Ars boccia Patuanelli

La spinosa questione del riparto dei fondi europei per l’agricoltura approda anche al parlamento siciliano. L’Ars ha dato il via libera a una risoluzione che, in sostanza, impegna il governo Musumeci a trattare con Palazzo Chigi affinché alla Sicilia non vengano tagliate le risorse europee. A dire il vero, il braccio di ferro dura da diversi mesi. E quello che continua a fare orecchio da mercante è sempre il ministro delle Politiche agricole, Stefano Patuanelli, che, in buona sostanza, vorrebbe cambiare le regole durante il gioco. Ingiusto. Era stato proprio il governatore della Sicilia, Nello Musumeci, a sollevare la questione nei mesi scorsi. Alcune settimane fa, invece, è tornato alla carica lo stesso assessore regionale all’Agricoltura, Toni Scilla, attraverso una conferenza stampa svoltasi al Senato, a cui hanno partecipato gli altri suoi colleghi del Mezzogiorno, proprio per ribadire a Patuanelli che le Regioni del Sud non possono essere penalizzate da questa rimodulazione dei fondi, voluta, ribadiamo, proprio da Patuanelli.

Il ministro delle Politiche agricole, Stefano Patuanelli

Ora è stata la volta dell’Assemblea regionale siciliana che ha votato all’unanimità la risoluzione per scongiurare la riduzione prevista, per la Sicilia e le altre regioni del Mezzogiorno, dei fondi assegnati per il Programma di Sviluppo Rurale (Psr) per gli anni 2021 e 2022. L’atto parlamentare è stato votato dalle Commissioni per l’esame delle Attività dell’Unione Europea e delle Attività Produttive di Palazzo dei Normanni. Insomma, la Sicilia non molla e continua a opporsi alla modifica dei criteri di riparto del fondo Feasr appellandosi al governo Draghi, ma soprattutto a Patuanelli, affinché non venga ridotto l’ammontare già programmato, che porterebbe a un notevole aumento degli investimenti nella nostra Isola e in tutto il Mezzogiorno. Risorse atte a garantire in primo luogo la coesione territoriale nazionale, passo importante per rimuovere gli squilibri economici e sociali già esistenti, favorendo uno sviluppo armonico e omogeneo tra le regioni del Paese. Patuanelli, per la cronaca, ha partecipato ai lavori di Sala d’Ercole in video conferenza.

Nella risoluzione, in particolare, viene evidenziato come la proposta ministeriale volta alla modifica dei criteri di ripartizione del fondo Feasr causerebbe “per i Psr della Regione Siciliana e le regioni Puglia, Campania, Basilicata, Calabria e Umbria una perdita complessiva di risorse finanziarie, per il biennio 2021-2022, di 407.407.433 euro”. La proposta ministeriale eliminerebbe pertanto per le regioni del Mezzogiorno “risorse che pure sono, ontologicamente, destinate ad esse, indirizzandole verso i territori più sviluppati con effetti notevolissimi sull’aumento dei divari tra i territori agricoli e rurali”.

Modifica dei criteri di riparto “ingiustificata, nonché ulteriormente penalizzante nei confronti del comparto agricolo delle regioni che rappresentiamo, con impatti preoccupanti sulla tenuta economico-sociale dei territori rurali delle nostre regioni”, si legge ancora nell’atto parlamentare. Il documento approvato oggi dal parlamento siciliano, impegna dunque “il governo regionale e per esso l’Assessore Regionale dell’Agricoltura, dello Sviluppo Rurale e della Pesca Mediterranea, ad intraprendere le opportune interlocuzioni, nelle sedi istituzionali competenti, al fine di mantenere invariati i criteri di riparto del Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale (fondo Feasr) per gli anni 2021 e 2022″. A questo punto, entro il 21 maggio il Consiglio dei ministri dovrà esprimersi sulla questione dato che nel corso dell’ultima Conferenza Stato-Regioni non è stata raggiunta l’intesa per una modifica.

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