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La nostra agricoltura necessita anche dell’accesso alla migliore scienza e all’innovazione

di Toni Scilla

Si fa presto a dire agricoltura, un macro comparto all’interno del quale si intrecciano centinaia di micro settori, know how e competenze imprenditoriali e con essi anche tutto l’aspetto economico, finanziario e normativo. Quello dell’agricoltura è un settore che, lungo tutta la filiera, annovera in Sicilia migliaia di aziende e crea occupazione per 105 mila persone, donne e uomini. Guardare a un’agricoltura e a una produzione sostenibili, significa considerare seriamente la preservazione dell’ambiente, ma allo stesso tempo, il mantenimento del giusto equilibrio in grado di garantire reddito e benessere. L’agricoltura è in sintesi il rapporto più antico e stretto, fatto di reciproci benefici, tra l’uomo e la terra.

Nell’intenzione di elevare il profilo dell’agricoltura siciliana, le istituzioni, a tutti i livelli, hanno le loro responsabilità. Formare e sostenere il comparto regionale e le imprese in un percorso di crescita e innovazione è il preciso obiettivo dell’Assessorato all’Agricoltura. Le aziende, dal canto loro, forti di una produzione ricca di eccellenze, devono però avere la capacità di attuare scelte consapevoli e di orientare gli investimenti verso un settore etico, evoluto e dinamico, capace di misurarsi con il mercato globale. Fare sistema, creare sinergia tra impresa, istituzioni e ricerca potrebbe essere determinante nel riscrivere un comparto all’avanguardia, in grado di appropriarsi di un ruolo predominante nello scenario mondiale, un comparto in grado di creare strategie di mercato, di promuoversi, di fatturare, di attrarre giovani e capitali.

Toni Scilla, assessore all’Agricoltura della Regione Siciliana

Negli ultimi anni si è registrato nuovo fermento nel mondo dell’agricoltura e i dati che lo confermano sono quelli relativi a progetti e bandi regionali e al numero sempre crescente di imprenditori intenzionati a lavorare e a investire nel settore. Il blocco totale determinato dalla pandemia da Covid-19 ovviamente ha frenato questo fermento ma, dal momento che non tutti i mali vengono per nuocere, il periodo emergenziale ha evidenziato il ruolo cruciale dell’agricoltura nel garantire cibo alla popolazione. Se è vero quindi che stiamo assistendo al ritorno alla terra è pur vero che la nostra agricoltura necessita dell’accesso alla migliore scienza e all’innovazione, elementi indispensabili per affrontare le sfide future. Innovazione e agricoltura si avviano verso un obiettivo condiviso e sempre più a stretto contatto con la possibilità per le imprese di impegnarsi su un percorso di qualificazione e di identificazione con il territorio stesso.

All’interno dello scenario appena illustrato non dimentichiamo poi l’importanza che riveste l’agricoltura sociale. Un numero sempre maggiore di imprenditori agricoli e cooperative sociali, favorisce nel corso del ciclo di produzione agricola, il reinserimento terapeutico di minori e giovani in condizione di disagio sociale, anziani, disabili e immigrati. Ed è proprio in un’ottica di sostegno a queste iniziative che l’Assessorato dell’Agricoltura ha voluto pubblicare nella programmazione 2014-2020 un secondo bando della Sottomisura 6.4a – Agricoltura sociale. Questo bando, attraverso l’impiego delle dotazioni aziendali (coltivazioni, animali, strutture, ecc.) intende favorire la creazione di prestazioni sociali nell’ambito delle attività rieducative e terapeutiche, dell’inserimento nel mondo del lavoro e dell’inclusione sociale, delle attività pedagogiche e dei servizi di assistenza alla persona.

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