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Nuovo contratto di servizio
La Biofabbrica di Ramacca “apre” ai comparti nocciolicolo e orticolo

È stato firmato il nuovo contratto di servizio con il quale l’Ente di sviluppo agricolo (Esa) continuerà ad allevare insetti ausiliari presso la propria Biofabbrica di Ramacca da utilizzare, per il periodo 2021-2028, in programmi di difesa biologica a protezione di diversi ordinamenti colturali. In pratica, il Governo Musumeci ha dato nuovo impulso allo stabilimento catanese inserendolo tra gli obiettivi strategici del Governo stesso delegati all’Esa in materia di agricoltura, ambiente e salute. Il riefficientamento strutturale della Biofabbrica è volto all’allevamento degli aggiuntivi ausiliari per le esigenze del comparto nocciolicolo e di quello orticolo.

La Biofabbrica di Ramacca è una struttura d’eccellenza, una delle 26 biofabbriche europee e quella più importante del Mediterraneo

La Biofabbrica è una struttura d’eccellenza, una delle 26 biofabbriche europee e quella più importante del Mediterraneo in quanto produce, in termini massali, il maggior numero di insetti-base per l’agrumicoltura (Aphytis melinus, Criptolaemus Montrouzerii adulti e larve, Leptomastix dactylopii). A fianco a questi “storici” verranno prodotti altri ausiliari, testati nei precedenti anni, a difesa del comparto viticolo e delle ornamentali (Anagyrus pseudococci), del frutticolo (larve di Chilocorus bipustulatus, Adalia bipunctata, Chrysoperla carnea), dell’olivicolo (larve di Chilocorus bipustulatus), dell’orticolo (Adalia bipunctata, Chrysoperla carnea, Orius laevigatus) ed ancora dell’agrumicolo (larve di Chilocorus bipustulatus, Lindorus lophantae).

Inoltre, per effetto del nuovo contratto di servizio, la Biofabbrica è nelle condizioni di sviluppare aggiuntivi protocolli per la lotta biologica a nuove emergenze entomologiche come quella del cimiciato del nocciolo che crea ingenti problemi produttivi e qualitativi alle produzioni corilicole dei Nebrodi, con l’allevamento massale del Gryon muscaeformis, finora riprodotto in insettario dall’Università di Palermo e quindi in numero ridotto.

Germogli di patata (foto Ente sviluppo agricolo)

Consapevole di questo ruolo, sempre il Governo Musumeci, lo scorso ottobre aveva dato nuovo impulso allo stabilimento catanese inserendolo tra gli obiettivi strategici del Governo stesso delegati all’Ente di Sviluppo Agricolo in materia di agricoltura, ambiente e salute, dando così un’ulteriore chiaro segnale di maggiore incisività ai 14 anni di produzione in cui la Biofabbrica ha allevato per gli agricoltori regionali insetti utili, antagonisti di quelli dannosi alle coltivazioni agricole, da liberare in idonee quantità nelle aziende agricole che adottano tecniche di lotta biologica od integrata.

Va evidenziata la strategicità dello stabilimento catanese, non solo in termini di “agricoltura sostenibile” ma in quelli sociali indotti da questa scelta come la difesa della salute sia a tavola che in campagna (minore uso di pesticidi), rimarcando in ciò il ruolo strategico che ha avuto e che deve continuare ad avere un Ente strumentale della Regione Siciliana come l’Esa. In tale contesto, si inserisce l’impulso al riefficientamento strutturale della Biofabbrica volto, tra l’altro, all’istituzione di un Comitato tecnico-scientifico regionale nell’ambito del quale l’Ente di Sviluppo Agricolo ha invitato a partecipare il Servizio Fitosanitario Regionale, il CREA, le Università di Palermo e Catania per sinergie utili al potenziamento di nuovi protocolli di difesa biologica.

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