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Il rilancio del comparto
Verso una Rete regionale di filiera della canapa. La Sicilia ci crede

di Nino Sutera

Tra i compiti della Rete regionale di filiera vi è quello di interagire con il Tavolo di filiera della canapa, istituito presso il Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali (Mipaaf) e con la Rete interregionale per la ricerca agraria, forestale, acquacoltura e pesca. La “Rete”, coordinata dal Dipartimento Regionale all’Agricoltura che ne determinerà la composizione, sarà composta di stakeholder, rappresentanti del mondo produttivo e di trasformazione e dagli Enti strumentali della Regione. La “Rete” è lo strumento finalizzato alla “concertazione tecnica – afferma Dario Cartabellotta, dirigente del Dipartimento Agricoltura della Regione Siciliana – il punto di incontro e di scambio fra le esigenze dell’intero sistema tecnico, scientifico ed economico di un determinato settore e gli attori della ricerca scientifica e dello sviluppo rurale”.

Tra gli obiettivi, recepire le esigenze del settore, condividere, indirizzare e predisporre nuove attività di ricerca e innovazione, formazione e aggiornamento tecnico, nonché divulgazione. E ancora, elaborare strategie finalizzate al miglioramento della competitività e allo sviluppo rurale. “Le attività del Tavolo tecnico di filiera della canapa (Ttfc) presso il Mipaaf prevedono, tra l’altro, un’interlocuzione con il ministero della Salute, anche sulla cannabis, a partire dalla gestione complessiva dei sui derivati, ovvero tutti i cannabinoidi e in tutte le possibili applicazioni in ambito medico terapeutico e non solo”, ha affermato, Antonino Chiaramonte, componente del tavolo tecnico ministeriale.

Tra i compiti della Rete regionale di filiera della canapa, interagire con il Tavolo istituito presso il Mipaaf

In sostanza, serve riconoscere il valore della canapa per il suo ruolo strategico nella bonifica dei terreni, nel contrasto al dissesto idrogeologico, nella fitodepurazione dei siti inquinati, nella bioedilizia, nella bioenergia, nel settore alimentare, nel settore nutraceutico, nel settore cosmetico e non ultimo, in quello farmaceutico. E per far ciò, sarà cura della stessa “Rete” elaborare un piano di lavoro, che contempli:
a) le attività di sperimentazione e ricerca funzionali all’espansione della coltura della canapa in un’ottica di sostenibilità ambientale ed economica;
b) la formazione di coloro che operano nella filiera della canapa (Produttori e Organi di Controllo);
c) l’adeguamento delle strutture e delle dotazioni appartenenti agli operatori del comparto agricolo;
d) la costituzione di poli sementieri e di ricerca in osservanza della disciplina di settore;
e) la realizzazione di progetti sperimentali per le scelte varietali e per la definizione delle migliori tecniche agronomiche di coltivazione;
f) la realizzazione di campi dimostrativi che illustrano i vantaggi agronomici e ambientali della canapa;
g) progetti specifici di formazione e informazione per gli operatori della filiera;
h) meccanizzazione delle fasi di coltivazione, raccolta, movimentazione, stoccaggio e prima trasformazione;
i) la realizzazione di impianti di lavorazione e trasformazione;
l) la ricerca relativa alla utilizzazione della canapa in tutti gli ambiti possibili, in particolare nel campo alimentare, cosmetico e della bioedilizia;
m) attività di informazione attraverso pubblicazioni o altre forme utili alla divulgazione, finalizzata alla diffusione della conoscenza delle proprietà della canapa e dei suoi diversi utilizzi nei settori agroalimentare e agroindustriale;
n) la ricerca delle varietà di canapa più idonee all’ambiente di coltivazione della Sicilia e la realizzazione di una banca dei semi delle varietà di canapa selezionate;
o) la realizzazione di campi dimostrativi presso le aziende agricole regionali e presso le aziende agricole idonee per l’avvio della coltivazione a pieno a campo e in serra delle varietà ritenute più idonee;
p) progettazione e realizzazione di attrezzature e macchinari idonei alla raccolta della canapa, e coinvolgimento e degli apparati meccanici e industriali già presenti sul territorio regionale;
q) ricerche preliminari e successiva realizzazione di centri di stoccaggio e di un polo industriale di prima trasformazione della canapa coltivata sperimentalmente nella Regione;
 r) indagine, alla luce degli interventi precedenti, sulle potenzialità produttive della Regione e sulla convenienza socio-economica della filiera regionale per l’intero comparto agro industriale. 

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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